Il patrimonio archeologico non è fatto soltanto di monumenti visibili. È un deposito stratificato che si estende sotto centri storici, campagne coltivate, tracciati infrastrutturali e fondali marini: una risorsa non rinnovabile, tutelata anche quando non è ancora stata scavata.
Archeologia preventiva
La tutela più efficace è quella che precede lo scavo. La verifica preventiva dell’interesse archeologico interviene nella fase progettuale delle opere pubbliche, prima che il cantiere possa produrre danni irreversibili al deposito stratigrafico.
Il procedimento può concludersi con la prescrizione di saggi, carotaggi e indagini geofisiche, oppure con l’assistenza archeologica continuativa durante gli scavi.
Ritrovamenti fortuiti
Chi scopre casualmente beni archeologici deve farne denuncia entro ventiquattro ore alla Soprintendenza, al Sindaco o all’autorità di pubblica sicurezza, provvedendo alla conservazione temporanea dei reperti e lasciandoli nelle condizioni e nel luogo in cui si trovano.